29/10/2026 – Scuola, sostegno: si lavora al terzo ciclo INDIRE per i triennalisti. Stop temporaneo ai titoli esteri, novità in arrivo per il TFA ordinario

Si muove il panorama della formazione e del reclutamento per i docenti di sostegno in Italia. Le ultime indiscrezioni e conferme istituzionali delineano un quadro chiaro sui prossimi passi che il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) intende compiere, in particolare per quanto riguarda i percorsi abbreviati affidati a INDIRE e il futuro del canale ordinario (TFA).

Il terzo ciclo INDIRE riguarderà esclusivamente i docenti con tre anni di servizio, escludendo per il momento chi ha conseguito il titolo all’estero. Parallelamente, sono attesi importanti aggiornamenti strutturali per il TFA ordinario.

Il percorso legislativo e attuativo si sta concentrando su una platea ben definita: i docenti precari con almeno tre anni di servizio specifico sul sostegno che:

  • devono aver maturato tre annualità di servizio nelle scuole statali o paritarie su posto di sostegno;
  • e coloro che già da tempo operano nelle aule, garantendo stabilità alla continuità didattica degli alunni con disabilità devono accelerare la specializzazione.

La vera nota di discontinuità rispetto alle ipotesi iniziali riguarda i docenti con specializzazione conseguita all’estero. Al momento, il testo a cui si sta lavorando per il terzo ciclo non prevede la loro inclusione.

Anche se le associazioni di categoria e alcune forze politiche continuano a chiedere un’intesa formale per sbloccare la situazione di chi ha un titolo estero o un contenzioso pendente, la linea attuale del Ministero sembra voler blindare la procedura INDIRE innanzitutto a favore dei “triennalisti” storici del sistema italiano. Per chi ha studiato fuori dai confini nazionali, la partita resta dunque momentaneamente congelata o rinviata a provvedimenti successivi.

Accanto alla corsia preferenziale di INDIRE, restano accesi i riflettori sul TFA Sostegno ordinario. Le indiscrezioni ministeriali preannunciano “presto novità” volte a una profonda revisione del percorso gestito dalle università.

L’orientamento emerso è quello di una differenziazione strutturale dei corsi universitari. Il TFA potrebbe non essere più un blocco unico da 60 CFU uguale per tutti, ma cambiare pelle in base al background del candidato.

Chi possiede già competenze sul campo o crediti affini potrebbe accedere a percorsi ridotti e la rimodulazione si tradurrà in un alleggerimento del carico orario (ad esempio sul tirocinio) e, di conseguenza, in tasse di iscrizione più contenute per determinate categorie di docenti.

I tavoli tecnici tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) sono operativi per definire i decreti attuativi. La finestra temporale per avviare queste procedure resta stretta, considerando la scadenza della fase transitoria legata ai fondi e alle riforme del reclutamento.

Per i docenti interessati, il consiglio è di monitorare costantemente la pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale per verificare i requisiti specifici di servizio e le quote di posti destinate alle singole università e ai percorsi INDIRE.