08/06/2026 – TFA Sostegno XI Ciclo: il nodo dei posti alle Superiori
Il via all’XI Ciclo del TFA Sostegno ha aperto un acceso dibattito: a fronte di un fabbisogno nazionale di oltre 30.000 posti stimato dal Ministero, la ripartizione iniziale ne ha previsti zero per la scuola secondaria di secondo grado. Tuttavia, le Università stanno facendo fronte comune, spingendo per riaprire le porte alle specializzazioni anche alle superiori.
TFA Sostegno XI Ciclo: il nodo dei posti alle Superiori
L’avvio delle procedure per l’undicesimo ciclo del TFA Sostegno ha portato con sé una novità che ha colto di sorpresa molti aspiranti docenti. Il MIM ha individuato un contingente complessivo molto ampio, ma ha escluso categoricamente la scuola secondaria di II grado, indicando zero posti disponibili per questo specifico grado di istruzione.
La decisione di non attivare percorsi per le superiori si basa su una stima di saturazione delle graduatorie. Secondo i dati ministeriali, il numero di docenti già specializzati e presenti nelle GaE e nelle GPS del II grado sarebbe tale da coprire il fabbisogno attuale, rendendo superflua l’immissione di nuovi specializzati nel sistema per quel determinato livello.
Nonostante le direttive ministeriali, la realtà vissuta dagli atenei e dalle scuole sul territorio sembra raccontare una storia diversa. Molte Università italiane hanno fatto sentire la propria voce, spingendo per richiedere ed erogare posti anche per la secondaria di secondo grado.
Gli atenei lamentano che un blocco totale rischierebbe di creare un “buono” formativo non in linea con le reali carenze di organico lamentate da molti istituti, specialmente nelle discipline specifiche delle scuole superiori. Diverse istituzioni universitarie hanno già pubblicato o predisposto avvisi esplorativi per i propri bandi che includono, in via cautelativa e propositiva, posti destinati anche al secondo grado.
L’offerta formativa definitiva per l’XI Ciclo è in fase di definizione. Sui 30.241 posti autorizzati a livello nazionale, la fetta più grossa è destinata alla scuola primaria e dell’infanzia, seguita dalla secondaria di primo grado.
Dal punto di vista geografico, il fabbisogno maggiore e il conseguente maggior numero di posti autorizzati si concentrano nelle regioni del Nord Italia—come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte—dove la carenza di personale specializzato è cronica e strutturale.
Il braccio di ferro tra le richieste delle Università e le stime del Ministero rende lo scenario particolarmente fluido. Gli aspiranti docenti, soprattutto gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) e delle materie da secondaria di II grado, sono in attesa della pubblicazione del decreto ministeriale definitivo.
È nei decreti attuativi dei singoli atenei che si capirà se le pressioni degli enti universitari avranno sortito un effetto concreto sull’aumento dei posti per le superiori. Nel frattempo, gli esperti del settore consigliano di monitorare con attenzione i bandi delle singole università e, qualora si abbiano i titoli, di considerare la possibilità di concorrere anche per la secondaria di primo grado.


































