29/01/2026 – Nuovo Esame di Maturità: guida operativa

Nuovo Esame di maturità alla luce del decreto-legge n.127/2025, convertito nella legge n.164/2025, pensato per Dirigenti scolastici che devono orientare la scuola alla sua piena applicazione.


Dal 6 novembre 2025 è entrata in vigore la Legge 30 ottobre 2025, n. 164, che ha convertito con modificazioni il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127 – misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025-2026.

Questa riforma segna un’importante svolta per la conclusione del percorso scolastico secondario superiore, con impatti significativi per scuole, studenti, famiglie e commissioni d’esame.


1. Ripristino della denominazione “Esame di maturità”

Una delle modifiche di rilievo è la sostituzione della storica dicitura “Esame di Stato” con “Esame di maturità”, per sottolineare un ritorno a una impostazione più orientata alla valutazione globale dello studente e al riconoscimento della sua maturazione personale oltre che disciplinare.

Questa scelta non è solo simbolica: riflette un cambio di prospettiva volto a valorizzare competenze e crescita personale, oltre alla mera misurazione delle conoscenze.


2. Struttura e contenuti dell’esame

a) Prove scritte

Anche nella nuova formulazione restano previste prove scritte che scandiscono la fase iniziale dell’esame.

La legge non elimina le scritture, ma lascia alcune scelte operative per i decreti attuativi successivi.

b) Colloquio orale rivisto

Il colloquio orale assume un ruolo centrale: non sarà più multidisciplinare in senso generico, ma si concentra su quattro discipline principali del corso di studi. Queste saranno individuate annualmente tramite decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito entro gennaio di ogni anno.

Durante il colloquio:

  • si valuteranno competenze trasversali, incluse quelle di educazione civica e di formazione scuola-lavoro;
  • la discussione parte da materiali o quesiti concordati;
  • la mancata partecipazione o il rifiuto di sostenere il colloquio comportano la non idoneità all’esame.

3. Commissioni d’esame e valutazione

Composizione delle commissioni

La legge prevede commissioni con una nuova composizione più agile e prevedibilmente mirata a garantire omogeneità valutativa e competenze specifiche.

In linea generale:

  • Il presidente della commissione è esterno alla scuola;
  • Sono presenti membri esterni riferiti alle aree disciplinari individuate dal decreto ministeriale;
  • Membri interni per ogni due classi.

Criteri di valutazione

La valutazione complessiva considera:

  • risultati delle prove scritte,
  • performance e competenze al colloquio,
  • percorso formativo individuale, inclusi educazione civica, competenze digitali e formazione scuola-lavoro.

Questa logica punta a una valutazione integrata, non meramente sommatoria, che tenga conto della crescita globale del candidato.


4. Procedimenti attuativi e decreto ministeriale

La legge contiene norme quadro, ma molte disposizioni attuative saranno definite con successivi decreti ministeriali e ordinanze dedicate (ad esempio per esami integrativi e modalità operative).

Per la piena applicazione è fondamentale seguire:

  • i decreti ministeriali in arrivo entro i termini previsti;
  • la normativa secondaria che dettaglia criteri, contenuti, modalità e griglie di valutazione.

5. Impatti per la governance scolastica

Come Dirigenti, è necessario avviare tempestivamente alcune attività organizzative e formative:

  • Pianificazione dei percorsi scolastici per assicurare la preparazione dei candidati in tutte le aree rilevanti.
  • Formazione e aggiornamento delle commissioni per allineare conoscenze e competenze sui nuovi criteri di valutazione.
  • Coordinamento con i docenti per la predisposizione dei materiali d’esame, in vista delle discipline chiave stabilite annualmente.
  • Comunicazione con studenti e famiglie per spiegare la struttura, le aspettative e i criteri dell’esame.

6. Considerazioni per l’anno scolastico 2025-2026

Con l’entrata in vigore dell’esame riformato per l’anno scolastico 2025-2026, le scuole si trovano a gestire:

✔ un ciclo di transizione normativa;
✔ la necessità di adeguare piani didattici e strumenti di valutazione;
✔ relazioni con gli stakeholder per favorire la comprensione delle novità.


Conclusione

La riforma introdotta dal decreto-legge n.127/2025, convertito nella legge n.164/2025, rappresenta una occasione di modernizzazione della conclusione del percorso secondario: valorizza competenze, responsabilità e maturazione personale, richiede un impegno organizzativo e gestionale significativo da parte dei Dirigenti scolastici, e pone la scuola al centro di una valutazione più ampia rispetto al passato.