29/09/2026 – Decreto P.A. 2026: la Camera vota la fiducia. Cosa cambia davvero per scuola e pubblico impiego
La Camera dei deputati ha espresso il proprio voto favorevole sul testo delD.L. 144/2026(il cosiddetto Decreto P.A. 2026). Il Governo ha scelto ancora una volta la strada della questione di fiducia per blindare il provvedimento, che ha incassato a Montecitorio 133 voti favorevoli e 66 contrari.
Non si tratta dell’approvazione definitiva perché adesso il testo passa blindato al Senato per la conversione in legge, che dovrà tassativamente avvenire entro il termine del 6 ottobre 2026.
Sebbene permangano forti criticità sulla gestione complessiva delle risorse, la pressione delle parti sociali ha permesso di strappare alcune importanti rettifiche a tutela dei lavoratori, in particolare nel comparto scuola e nella disciplina del pubblico impiego. Vediamo nel dettaglio le misure principali.
Per la Scuola sono salve le graduatorie dei concorsi ordinari
Sul fronte dell’istruzione, l’intervento sindacale e il dibattito emendativo hanno evitato un pericoloso danno retroattivo per migliaia di docenti. I punti chiave approvati alla Camera prevedono:
- Stop alla cancellazione retroattiva, infatti è stata del tutto eliminata la norma che rischiava di cancellare dalle graduatorie di merito i docenti già immessi in ruolo. Un atto di giustizia per chi ha superato procedure concorsuali ordinarie.
- Chi viene assunto in ruolo non subirà l’immediata cancellazione dalle altre graduatorie dei concorsi a cui ha partecipato, preservando intatti i legittimi diritti di mobilità professionale.
Resta però aperta la battaglia per la stabilizzazione dei precari storici e per una riforma strutturale del reclutamento, temi che il decreto affronta ancora in modo parziale e frammentato.
Per il Pubblico Impiego sono previste modifiche alla fruizione delle ferie non godute e onere della prova sul datore.
Una delle novità più rilevanti per la tutela dei diritti dei dipendenti pubblici riguarda la gestione delle ferie accumulate e non fruite.
La nuova norma stabilisce un principio sacrosanto, ovvero l’onere della prova sulla mancata fruizione delle ferie ricade interamente sul datore di lavoro pubblico.Per negare la monetizzazione o applicare sanzioni, l’amministrazione dovrà dimostrare in modo inconfutabile di aver messo il dipendente nelle condizioni di andare in ferie e che quest’ultimo vi abbia rinunciato consapevolmente.Finisce l’era in cui l’inefficienza organizzativa dei dirigenti veniva scaricata sulle spalle dei lavoratori.
Inoltre, per far fronte alla carenza di organico negli enti locali, vengono introdotte procedure accelerate per l’immissione in servizio dei segretari comunali subito dopo il superamento del concorso.
Enti Locali e Protezione Civile
Il decreto interviene anche sulla tenuta finanziaria dei territori e sulla gestione delle emergenze, disponendo: - Stanziati 187,5 milioni di euro per il Ministero del Lavoro a supporto dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Fondi PNRR e Lavoro).
- Assegnati 100 milioni di euro per il fondo sismico dell’area Campi Flegrei.
- Il mandato del commissario straordinario per la ricostruzione del sisma del Centro Italia viene esteso fino al 31 dicembre 2029, con uno stanziamento strutturale di 60 milioni di euro all’anno dal 2027 al 2051 (Proroga Terremoto 2016).
L’approvazione alla Camera rappresenta solo un passaggio. Anche se l’impianto del D.L. 144/2026 appare ormai delineato a causa dei tempi strettissimi, continueremo a far sentire la nostra voce a Palazzo Madama.
Le Pubbliche Amministrazioni non si rilanciano solo a colpi di semplificazioni burocratiche o piattaforme digitali (come la nuova piattaforma AMCO per la riscossione locale prevista nel testo), servono investimenti massicci sui salari, il rinnovo tempestivo dei contratti collettivi scaduti e un piano straordinario di assunzioni stabili per fermare lo svuotamento degli uffici pubblici e garantire servizi dignitosi ai cittadini.




































