28/09/2026 – Scuola, stop alle «classi ghetto»: il piano del Governo per una vera integrazione

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al nuovo decreto legge sulla scuola, introducendo misure stringenti per ridefinire i percorsi di inclusione e contrastare frontalmente il fenomeno della segregazione scolastica. L’obiettivo dichiarato del provvedimento è azzerare la formazione delle cosiddette “classi ghetto”, garantendo una distribuzione equilibrata degli studenti e offrendo strumenti di supporto mirati laddove si concentrano le maggiori fragilità linguistiche e sociali.

Il cuore del decreto interviene sulla composizione delle classi. Viene stabilito un limite massimo percentuale alla presenza di alunni con background migratorio o con ridotta competenza nella lingua italiana all’interno della stessa classe. Per evitare che singoli istituti di frontiera o determinati plessi di quartiere finiscano per accogliere la quasi totalità degli studenti stranieri, i dirigenti scolastici e gli uffici regionali dovranno coordinarsi per una ridistribuzione equa sul territorio. L’obiettivo è favorire un mix sociale e culturale che rifletta la reale composizione della comunità, trasformando l’aula in un autentico laboratorio di convivenza.

L’integrazione non si fa solo con le quote, ma con la didattica. Il decreto introduce percorsi di apprendimento potenziato della lingua italiana per tutti gli alunni che ne abbiano necessità. A supporto delle classi verranno assegnati docenti con specializzazione nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua (L2) o mediatori culturali. Questi professionisti affiancheranno il corpo docente tradizionale per colmare rapidamente il divario linguistico, che rappresenta oggi la prima barriera al successo formativo e una delle cause principali dell’abbandono scolastico.

Per dare concretezza alla riforma, il Governo ha stanziato un fondo straordinario destinato prioritariamente alle scuole situate in contesti a forte rischio di esclusione sociale o ad alta densità migratoria.

Queste risorse serviranno a:

  • finanziare il tempo pieno, offrendo ai ragazzi un ambiente protetto e stimolante anche nelle ore pomeridiane;
  • attivare laboratori interculturali e attività extracurriculariper coinvolgere attivamente le famiglie;
  • garantire continuità didattica, incentivando la permanenza dei docenti di ruolo nelle sedi più complesse.

Con questa mossa, l’esecutivo punta a rispondere alle sollecitazioni del mondo pedagogico e alle criticità sollevate dagli ultimi dati sulla dispersione scolastica, che colpiscono in modo sproporzionato gli alunni di origine straniera. La sfida ora si sposta sul piano attuativo, la palla passa ai presidi e agli uffici scolastici territoriali, chiamati a tradurre le norme in soluzioni logistiche concrete già a partire dal prossimo anno scolastico.