28/04/2022 – Decreto PNRR 2 – La formazione per gli insegnanti –

Il decreto prevede, per i docenti:

  1. una formazione obbligatoria, nell’ambito dell’orario di lavoro, sulle competenze digitali e sull’uso critico e responsabile degli strumenti digitali;
  2. un sistema di formazione e aggiornamento permanente articolato in percorsi di durata almeno triennale, per l’incentivazione salariale.

La cosiddetta formazione continua e incentivata ( di cui al punto 2) è oggetto di spiegazioni e dettagli, che riportiamo in sintesi:
• L’accesso ai percorsi di formazione avviene su base volontaria e diviene obbligatorio per i docenti immessi in ruolo in seguito all’adozione del regolamento e dell’aggiornamento contrattuale e in ogni caso non prima dell’a.s. 2023/2024.

• Al fine di incentivarne l’accesso è previsto un meccanismo di incentivazione salariale per tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado del sistema scolastico.
Sono parte integrante di detti percorsi di formazione anche attività di progettazione, mentoring, tutoring e coaching a supporto degli studenti che il docente svolge in ore aggiuntive rispetto a quelle di didattica in aula previste a normativa vigente.
Queste attività, se sono funzionali all’ampliamento dell’offerta formativa, possono essere retribuite con il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, prevedendo compensi in misura forfetaria.
Al superamento di ogni percorso di formazione si può conseguire una incentivazione salariale stabilita dalla contrattazione nazionale. Sono pertanto previste verifiche intermedie annuali nonché una verifica finale .

• Per coloro che non partecipano ai percorsi o che per qualsiasi ragione smettano di svolgerli resta ferma la progressione salariale legata all’anzianità.

In sede di prima applicazione, nelle more dell’adozione del regolamento e dell’ aggiornamento contrattuale, la formazione continua e il sistema di incentivazione salariale (punto 2) per promuovere l’accesso ai percorsi di formazione segue una presenta una serie di vincoli e contenuti, tra cui:

  1. Vincoli
    • Il riconoscimento dell’incentivazione salariale è deciso dal comitato per la valutazione.

• Detto comitato, sempre nella fase transitoria, determina i criteri per rendere l’attribuzione dell’incentivo salariale selettivo in modo che possa essere riconosciuto a non più del 40 per cento di coloro che ne abbiano fatto richiesta.
Il comitato può prevedere che per la valutazione si svolga un colloquio e che l’incentivazione salariale non possa essere attribuita secondo criteri di rotazione tra il personale interessato.

• Per l’orario aggiuntivo svolto dal docente in formazione è corrisposto comunque un compenso in misura forfetaria.

2) Contenuti
• Le attività di aggiornamento delle competenze negli ambiti della pedagogia e delle metodologie e tecnologie didattiche, di contributo al miglioramento dell’offerta formativa etc. sono svolte flessibilmente nell’ambito di ore aggiuntive.

• Nell’ambito del monte ore annuale complessivo di formazione incentivata, sono previste 15 ore per la scuola dell’infanzia e primaria e 30 ore per la scuola secondaria di primo e secondo grado, per percorsi formativi dedicati allo sviluppo della professionalità del docente.

• Le restanti ore sono dedicate ad attività di progettazione, mentoring, tutoring e coaching a supporto degli studenti nel raggiungimento di obiettivi scolastici specifici e di sperimentazione di nuove modalità didattiche.


Lo Snals Confsal e le altre OOSS sul decreto e sulla formazione:

E’ possibile che un piano di questa portata sia definito per decreto, senza un vero confronto, né con il Parlamento, né con i sindacati?

Sul metodo: «Il ministro ha presentato la settimana scorsa non un testo su cui aprire il confronto ma delle slides e poi porta in Cdm un testo diverso».

Sullo strumento: il decreto legge è misura caratterizzata dai requisiti di necessità ed urgenza. Perché la scuola continua ad essere terreno di incursioni legislative?

Un piano che utilizza percorsi di formazione incentivati senza prevedere investimenti nuovi, va a depauperare ulteriormente le poche risorse destinate al rinnovo contrattuale.

Servono risorse per la valorizzazione docente che deve essere ricondotta pienamente alla contrattazione.

Si apra un vero confronto con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori.