VIOLENZA AI DOCENTI Genitori, studenti, dirigenti che insultano i docenti.

Nell’anno scolastico 2017-2018 sono stati contati 36 casi di aggressioni fisiche verbali a docenti, di cui tre nel Veneto (da Tuttoscuola).

E‘ verosimile che i casi siano molto più numerosi; diciamo che è un fenomeno ricorrente.

Ma non è un’emergenza. La questione affonda le sue radici nello scadimento del rilievo e del valore della Scuola, nella perdita del ruolo sociale dell’insegnante – demotivato, frustrato, avvilito – . La politica, la società, il potere culturale della televisione, nuovi modelli educativi hanno prodotto questo risultato. Non è, quindi, una difficoltà improvvisa.

 

Solo un processo inverso può essere in grado di ridare vigore e capacità ai docenti, riempire quella sensazione di vuoto che obnubila tutti.

Nuove condizioni da creare e tempi lunghi, come si vede.

 

Nel frattempo prendiamo atto che, almeno, la Giustizia, tenta di ridare un ruolo al docente.

Nell’esercizio delle sue funzioni Il docente è un pubblico ufficiale. E „l’esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri con i genitori degli allievi “.

Genitori, studenti, dirigenti scolastici non comprendono la gravità di alcuni comportamenti nei confronti dei docenti. Ci sono tutti gli elementi del reato di oltraggio a pubblico ufficiale. (Sentenza Corte di Cassazione n.15367/2014)