11/02/2026 – Pensionati – Dichiarazione dei redditi 2023: attenzione alla scadenza del 28 febbraio
Per molti pensionati la gestione delle pratiche fiscali può sembrare complicata, soprattutto quando si parla di scadenze e obblighi di legge. Una data importante da segnare in agenda è il 28 febbraio, termine entro cui, in alcuni casi, è necessario inviare la dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2023.
Vediamo insieme chi è interessato, cosa fare e quali sono i rischi in caso di ritardo.
Chi deve presentare la dichiarazione?
Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. In generale, se si percepisce solo la pensione e non si hanno altri redditi, spesso non è necessario fare nulla, perché l’INPS funge già da sostituto d’imposta.
Tuttavia, l’invio è obbligatorio se nel 2023 si sono percepiti:
- Redditi da lavoro (anche occasionali)
- Redditi da affitto di immobili
- Redditi da terreni o fabbricati aggiuntivi
- Redditi esteri
- Plusvalenze o altri redditi finanziari non già tassati alla fonte
- Più trattamenti pensionistici da enti diversi senza corretto conguaglio
In questi casi, è necessario presentare il Modello 730 oppure il Modello Redditi Persone Fisiche.
Perché la scadenza del 28 febbraio è importante?
Il termine del 28 febbraio riguarda in particolare situazioni specifiche, come:
- Invio tardivo di dichiarazioni correttive
- Regolarizzazione di errori
- Comunicazioni legate a conguagli o ricalcoli fiscali
Rispettare questa data permette di evitare:
- Sanzioni amministrative
- Interessi su eventuali imposte non versate
- Problemi nei futuri conguagli sulla pensione
Cosa succede se si presenta in ritardo?
Se la dichiarazione viene inviata oltre i termini previsti:
- Si applicano sanzioni economiche
- Possono maturare interessi sulle somme dovute
- Si rischiano accertamenti fiscali
Tuttavia, la normativa prevede strumenti come il ravvedimento operoso, che consente di regolarizzare la propria posizione pagando sanzioni ridotte, purché si intervenga tempestivamente.
Come farsi aiutare
Per evitare errori, il consiglio è di rivolgersi a:
- CAF (Centri di Assistenza Fiscale)
- Commercialisti
- Patronati
Portate con voi:
- Certificazione Unica (CU)
- Documentazione su eventuali altri redditi
- Ricevute di spese detraibili (sanitarie, assicurazioni, ristrutturazioni, ecc.)
- Documenti catastali in caso di immobili
Un controllo preventivo può far risparmiare tempo, denaro e preoccupazioni.
Un consiglio finale
Anche se si è pensionati da molti anni, la situazione fiscale può cambiare senza accorgersene. Nuovi piccoli redditi, affitti brevi, interessi esteri o modifiche normative possono far scattare l’obbligo di dichiarazione.
Per questo è sempre utile verificare per tempo la propria posizione fiscale, senza aspettare l’ultimo momento.
La tranquillità non ha prezzo — soprattutto in pensione.


































