07/11/2025 – Gratteri ai docenti: “Contro studenti e genitori ‘scostumati’ fate rete tra di voi per difendervi”
Nicola Gratteri è uno dei più noti magistrati italiani, oggi Procuratore della Repubblica di Napoli, impegnato da decenni nella lotta contro la criminalità organizzata e nell’educazione alla legalità. Intervenuto in diretta in un’intervista condotta da Francesco Bunetto per Orizzonte Scuola, Gratteri ha riflettuto sul ruolo della scuola e sugli ostacoli crescenti che gli insegnanti incontrano nel loro lavoro educativo.
Nel corso del suo intervento, Gratteri ha affermato con tono amaro che “è molto difficile parlare e soprattutto essere ascoltati, perché non si è educati all’ascolto”. Ha spiegato che, a suo giudizio, la base del problema risiede in un forte abbassamento della morale e dell’etica: oggi, nel sentire comune, non esistono più il rossore o la vergogna di fronte a ciò che un tempo suscitava scandalo.
Ha osservato che la gente si è assuefatta ai furbi e alla violazione delle regole, e questo rende il lavoro degli insegnanti “ancora più difficile rispetto a dieci, venti o trent’anni fa”. Ogni anno che passa, ha detto, è più complicato educare, “perché i ragazzi sono mediamente più scostumati”. Ma, ha aggiunto subito, “la società è scostumata, e quindi anche i genitori sono scostumati”.
Secondo il magistrato, il problema vero è l’educazione dei genitori. “Abbiamo genitori cinquantenni che vogliono fare i teenager, i venticinquenni, da tutti i punti di vista”, ha spiegato, sottolineando come molti di loro abbiano perso il contatto con i figli. “Ogni tanto si ricordano dei figli e cercano di comprarseli, di ottenere la loro attenzione regalandogli oggetti”. Questo comportamento, ha osservato, deriva da una cultura consumistica alimentata dalle multinazionali dell’intrattenimento e della pubblicità.
Gratteri ha poi fatto notare che anche la comunicazione commerciale contribuisce a consolidare questo modello: “Le pubblicità dei prodotti per adulti sono pensate per piacere ai giovani, perché i giovani sono quelli che consumano di più, anche se non hanno soldi”. “Le aziende – conclude il concetto – fanno pubblicità per i giovani, anche se l’automobile la guida il papà, la guida la mamma.” Il risultato è una società di genitori scostumati, e gli insegnanti se ne accorgono chiaramente “quando i genitori arrivano a scuola per i colloqui”.
Nei rapporti scuola-famiglia, ha aggiunto, “il genitore tende sempre a difendere il figlio”, cosa impensabile decenni fa, quando “l’insegnante veniva ascoltato e rispettato al cento per cento”.
Di fronte a questo scenario, Gratteri ha esortato i docenti a fare rete e ad attrezzarsi per difendersi: “Quando si fanno le riunioni con i dirigenti e gli insegnanti, uno dei punti all’ordine del giorno dovrebbe essere come comportarsi quando arrivano questi cafoni, arroganti e scostumati che tendono a delegittimare e aggredire un collega”.
Ha tuttavia precisato che “in ogni categoria ci sono le eccezioni”, e anche tra i docenti esistono persone che non sanno insegnare. Ma il problema, secondo lui, è più ampio: “Le riforme della scuola hanno irresponsabilizzato il sistema, facendo entrare troppo i genitori nelle questioni scolastiche, persino nella didattica. E questa è una sciocchezza”.
Ha concluso con una riflessione chiara: “Io faccio il magistrato, e non posso sapere cosa serve per insegnare matematica o scienze. Posso immaginare, ma non avrò mai la preparazione di una professoressa laureata in pedagogia o in scienze biologiche o in matematica”.
Fonte: Orizzonte Scuola










































