16/09/2025 – Hai raggiunto 67 anni e non hai versato contributi? Ecco quanto puoi percepire come assegno sociale
Le persone che hanno compiuto 67 anni e non hanno mai effettuato versamenti previdenziali in Italia possono comunque ricevere un sostegno finanziario offerto dallo Stato, noto come assegno sociale. Per accedere a questa prestazione, non è necessario che il richiedente abbia mai lavorato o abbia contributi nel proprio estratto conto previdenziale; ciò che conta è soddisfare i requisiti legati all’età, residenza e reddito. L’assegno sociale è una delle principali misure di welfare concepite per prevenire difficoltà economiche tra gli anziani che non hanno diritto a una pensione tradizionale.
Cos’è l’assegno sociale e chi può farne richiesta
L’assegno sociale è una prestazione fornita dall’INPS, riservata a cittadini che hanno almeno 67 anni, risiedono stabilmente in Italia da almeno dieci anni e si trovano in condizioni economiche difficili, con redditi inferiori a alcune soglie stabilite dalla legge. A differenza delle pensioni ordinarie, non richiede il possesso di contributi previdenziali ed è destinato a chi non riceve un sostegno pensionistico di altro tipo.
Per i requisiti principali, è necessario:
- aver compiuto almeno 67 anni;
- risiedere in Italia senza interruzioni da almeno dieci anni;
- essere cittadini italiani, oppure cittadini dell’Unione Europea regolarmente registrati nei registri comunali di residenza, oppure cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo;
- mostrare redditi inferiori alla soglia stabilita annualmente dalla legge.
Questi requisiti rendono l’assegno sociale una misura universale, creata per supportare coloro che non possono accedere a una pensione di vecchiaia o ad altre forme di sostegno previdenziale.
L’ammontare dell’assegno sociale nel 2025
Nel 2025, la somma mensile riconosciuta come assegno sociale per gli anziani di 67 anni senza contributi è stata aggiornata in base all’andamento inflazionistico, come stabilito dalla legge. L’assegno sociale raggiunge nel 2025 l’importo di 538,68 euro mensili, distribuiti su 13 mensilità. Questo valore rappresenta un lieve aumento rispetto all’anno precedente, grazie al meccanismo di adeguamento automatico che protegge il potere d’acquisto dei beneficiari dall’aumento del costo della vita.
Il limite di reddito per ricevere l’assegno sociale nella sua interezza è fissato a 7.002,97 euro annui per il richiedente singolo e 14.005,94 euro annui per una coppia. Se il reddito personale (o sommato a quello del coniuge) supera tali limiti, l’importo dell’assegno sarà ridotto proporzionalmente fino a scomparire. L’assegno sociale, infatti, ha caratteristica di “prestazione differenziale”: l’importo esatto dipende dai redditi del beneficiario e del coniuge.
È importante notare che l’assegno sociale non è soggetto a tassazione; è esente da IRPEF e viene considerato una prestazione netta. In circostanze specifiche, come aver superato i 70 anni o trovarsi in condizioni di particolare disagio sanitario, possono essere applicate maggiorazioni sull’importo, ma fino ai 70 anni, in assenza di contribuzione, si percepirà la cifra base indicata.
Maggiorazioni e altre informazioni rilevanti
Le persone che raggiungono i 70 anni possono accedere a un incremento sull’assegno sociale, che può arrivare fino a 739,83 euro al mese, a condizione che vi siano specifiche circostanze economiche e sociali. Tuttavia, per gli individui che hanno appena compiuto 67 anni senza alcuna contribuzione precedente, l’importo previsto rimane quello standard di 538,68 euro per 13 mensilità all’anno. Ulteriori aumenti, quando previsti, sono generalmente legati all’età (per esempio, chi supera i 65 o 75 anni può ricevere incrementi di 12,91 e 20,66 euro rispettivamente) oppure a situazioni particolari di difficoltà sanitaria o sociale.
Di norma, l’assegno sociale viene accreditato direttamente sul conto bancario o postale del beneficiario; in assenza di un conto, è possibile ritirarlo in contante presso gli uffici postali. Il pagamento solitamente avviene all’inizio di ogni mese e, considerando le 13 mensilità, l’importo annuale può arrivare fino a 7.002,84 euro, qualora non ci siano ulteriori entrate. Questo sistema fornisce un sostegno minimo alle persone in condizioni di maggiore difficoltà, prevenendo il rischio di scivolare sotto la soglia di povertà assoluta.
Si deve tenere presente che, pur essendo un aiuto assistenziale e non pensionistico, l’assegno sociale è soggetto a verifica annuale. Ogni anno, l’INPS controlla che le condizioni reddituali e anagrafiche siano ancora soddisfatte; la mancata comunicazione di cambiamenti nel reddito o nella residenza può comportare la sospensione o la revoca del beneficio. Nel caso in cui il beneficiario deceda, il pagamento viene immediatamente interrotto.
Come si presenta la domanda e quali documenti servono
Per richiedere l’assegno sociale, è necessario presentare la domanda all’INPS esclusivamente attraverso modalità telematiche, direttamente dal portale dell’ente, utilizzando i servizi online, oppure con l’assistenza di CAF e patronati. Il richiedente deve fornire:
- Un documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto);
- Un certificato di residenza che dimostri almeno 10 anni di soggiorno continuativo in Italia;
- Un permesso di soggiorno di lungo periodo, nel caso di cittadini non comunitari;
- La dichiarazione dei redditi, il modello ISEE o altra documentazione utile per valutare la situazione economica.
Dopo la presentazione della domanda, l’INPS analizza la posizione e, se tutti i requisiti sono soddisfatti, avvia l’erogazione a partire dalla mensilità successiva alla richiesta. Se la domanda viene respinta, l’interessato ha la possibilità di presentare ricorso entro i termini stabiliti dalla legge, allegando eventuali documenti aggiuntivi che dimostrino l’esistenza del diritto.
L’assegno sociale, a differenza delle tradizionali pensioni, non è trasferibile, in quanto non viene destinato ai superstiti in caso di decesso del titolare. Si tratta di un supporto esclusivamente individuale, vincolato alla continua soddisfazione dei requisiti previsti dalla normativa italiana per tutta la durata del suo godimento.
In conclusione, per i cittadini di 67 anni che non hanno mai effettuato versamenti contributivi, l’assegno sociale rappresenta l’unica modalità per ottenere una pensione pubblica in Italia e garantire una forma base di sicurezza e dignità personale nella terza età, secondo quanto stabilito dalla legislazione nazionale riguardante l’assegno sociale.










































