19/08/2025 – Assunzione docenti anche da GPS e tutti gli idonei del concorso in ruolo, 12 settembre in commissione al Senato: tutte le misure

Il disegno di legge, presentato dalla senatrice di Fratelli d’Italia, Carmela Bucalo – identificato con il numero S. 545 – torna in Commissione al Senato con un obiettivo dichiarato: affrontare la questione del precariato nella scuola. Il testo, che riprenderà il suo iter a partire dal 12 settembre, si inserisce in un contesto che conosce bene le sue stesse premesse.
Al centro, una proposta che mira ad ampliare i canali di accesso alla professione docente, riconoscendo un ruolo più strutturato alle graduatorie provinciali per le supplenze. Ma il Ddl si muove anche su altri piani: la stabilizzazione degli insegnanti precari, l’accesso alla formazione, la mobilità professionale. È un tentativo – non il primo – di rispondere a quella che, più che una contingenza, è diventata una condizione strutturale: l’instabilità del corpo docente.
GPS e formazione: l’asse portante della riforma
Gli articoli 1 e 2 del disegno di legge introducono un cambio di prospettiva. I posti vacanti e disponibili, sia sul sostegno che su posto comune, potranno essere assegnati a tempo determinato anche a candidati inseriti nella prima e seconda fascia delle GPS. Ma non si tratta di una stabilizzazione automatica: l’accesso al ruolo sarà subordinato alla partecipazione a corsi universitari di formazione e abilitazione, con un esame finale che ne certifichi il superamento.
Il modello, se entrerà in vigore come previsto, dovrebbe andare a regime dall’anno scolastico 2026/2027. L’INDIRE – l’Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa – avrà un ruolo nel sistema di valutazione e nella gestione del credito formativo. L’impianto richiama alla memoria le vecchie SSIS, ma con una struttura più modulare, pensata per unire didattica universitaria, esperienza sul campo e verifica finale.
Il caso degli insegnanti “senza titolo”
L’articolo 3, poi, affronta una questione che riguarda migliaia di docenti: coloro che, pur privi della specializzazione su sostegno, sono stati chiamati a coprire posti vacanti. A questa platea, il disegno di legge apre la possibilità di accedere in sovrannumero ai corsi universitari di specializzazione, a condizione che abbiano già svolto almeno 24 mesi di servizio o che siano risultati idonei alle selezioni precedenti. È un meccanismo che mira a sanare una realtà già esistente, più che a introdurre un nuovo percorso.
Religione, idonei e passaggi di ruolo
L’articolo 4, invece, si concentra sul reclutamento degli insegnanti di religione cattolica, prevedendo che lo scorrimento delle graduatorie concorsuali avvenga fino alla copertura totale dei posti vacanti. Una norma puntuale, che però intercetta una domanda latente: quella di una maggiore certezza nel reclutamento per tutte le classi di concorso.
All’articolo 5, invece, si torna sul tema della mobilità professionale: viene previsto un sistema formativo riservato ai docenti già di ruolo per consentire passaggi tra classi di concorso o tra posto comune e sostegno. È un’apertura alla flessibilità interna, ma ancorata alle regole dei contratti collettivi.
Norme transitorie e sanatorie
L’articolo 6 è quello che, forse più di altri, rivela il carattere composito della proposta. Si stabilisce l’assunzione del 100% degli idonei dei concorsi, superando i limiti precedenti. Viene prorogata la validità delle graduatorie del 2020. E si interviene su una questione che ha suscitato non poche tensioni: la posizione dei docenti assunti con riserva e poi licenziati. Il testo propone l’annullamento dei provvedimenti di licenziamento e il reintegro nei ruoli per coloro che abbiano superato positivamente l’anno di prova. Una sanatoria che guarda al passato, ma che punta a chiudere una lunga stagione di incertezza.
Fonte: Orizzonte Scuola










































