19/06/2025 – Il Ministro Valditara firma il comunicato che stabilisce il divieto di impiego degli smartphone durante il periodo scolastico anche per il secondo ciclo

Con la nota 3392 del 16 giugno 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), proseguendo il lavoro avviato con la nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024 relativa al primo ciclo di istruzione, offre indicazioni sull’utilizzo degli smartphone anche nel secondo ciclo di istruzione durante le lezioni e più in generale durante l’orario scolastico.
Questo intervento si rivela ormai indispensabile considerando i dannosi effetti, ampiamente provati dalla ricerca scientifica, che un uso eccessivo o inappropriato dello smartphone può avere sulla salute e il benessere degli adolescenti, nonché sulle loro performance scolastiche. Numerosi sono gli studi che trattano quest’argomento, e si nota un crescente interesse da parte delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni sanitarie sulla necessità di mettere in atto politiche che affrontino i preoccupanti fenomeni emersi da tali ricerche.
A tal proposito, è utile menzionare uno studio dell’OCSE realizzato nel 2024, intitolato “From decline to revival: Policies to unlock human capital and productivity”, i cui risultati mettono in luce gli effetti negativi dell’impiego di smartphone e social media sulle performance scolastiche. L’OCSE sostiene pertanto la necessità di implementare programmi per un uso responsabile del web e riforme nelle politiche educative in grado di ridurre questi effetti, contribuendo a contrastare il declino del livello di apprendimento, evidente dai punteggi PISA e in parte attribuibile all’uso inadeguato delle tecnologie digitali, oltre a facilitare lo sviluppo del capitale umano.
Analogamente, l’Organizzazione mondiale della sanità, sulla base dei risultati del Rapporto intitolato “A focus on adolescent social media use and gaming in Europe, central Asia and Canada” (2024), ha messo in evidenza come l’uso problematico dei social media tra i giovani sia aumentato in modo significativo, con diffusi fenomeni di dipendenza come la difficoltà di controllare l’uso degli smartphone, sintomi da astinenza e la trascuratezza verso altre attività con ripercussioni negative sulla quotidianità.
Anche l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che, tra le dipendenze comportamentali, l’uso problematico dello smartphone colpisce oltre un quarto degli adolescenti, con ripercussioni avverse su sonno, concentrazione e relazioni sociali, e nel Rapporto ISTISAN 23-253 evidenzia che, nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni, la dipendenza dai social media è correlata a un rendimento scolastico inferiore rispetto a chi non presenta tale dipendenza.
Sulla base di queste informazioni, sempre più nazioni stanno attuando strategie per ottimizzare i processi formativi e limitare il tempo che i giovani trascorrono online. Hanno, pertanto, avviato o stanno pianificando di introdurre misure che restringono, e in alcuni casi vietano completamente, l’uso degli smartphone nelle scuole, rivedendo anche le modalità di utilizzo delle tecnologie didattiche. In questa ottica, ho presentato, durante la riunione del Consiglio Istruzione dell’Unione Europea del 12 maggio, una richiesta alla Commissione europea di formulare una proposta per adottare una raccomandazione da parte del Consiglio, che prioritizzi il benessere e l’evoluzione cognitiva degli studenti attraverso un utilizzo corretto delle tecnologie, escludendo l’impiego degli smartphone a scuola. Tale proposta ha ricevuto un ampio sostegno da parte di numerosi Stati membri dell’Unione Europea.

Considerati tutti questi aspetti, le scuole procederanno, pertanto, a rivedere i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa, imponendo agli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzare lo smartphone durante le ore di lezione, anche per fini didattici, e prevedendo sanzioni disciplinari per chi non rispetta tale divieto.

La responsabilità di definire le misure organizzative necessarie per garantire il rispetto di queste regole sarà lasciata all’autonomia delle scuole.
È chiaro che l’uso del cellulare rimarrà consentito nei casi in cui questo sia previsto dal Piano educativo individualizzato o dal Piano didattico personalizzato, come supporto per studenti con disabilità o difficoltà specifiche di apprendimento e per necessità personali giustificate. In modo simile, l’uso del cellulare è permesso qualora, in base al progetto educativo della scuola, questo sia essenziale per lo svolgimento efficace dell’attività di insegnamento, in particolare nei corsi di tecnologia informatica e telecomunicazioni.
Solo per scopi educativi, rimane confermato l’utilizzo di altri strumenti tecnologici e digitali finalizzati all’innovazione nei metodi di insegnamento e apprendimento, come computer, tablet e lavagne elettroniche, seguendo le modalità stabilite dalle scuole nel pieno uso della loro autonomia didattica e organizzativa. In quest’ottica, le istituzioni scolastiche devono impegnarsi a utilizzare al meglio le capacità degli strumenti digitali, ora molto diffusi nelle scuole grazie ai significativi investimenti effettuati negli anni recenti, per migliorare la qualità dell’insegnamento e agevolare l’apprendimento.
Infine, è fondamentale sottolineare che l’introduzione di un divieto generale sull’uso del cellulare non esaurisce il ruolo cruciale della scuola nel garantire il benessere psicofisico e lo sviluppo dei nostri studenti. È imprescindibile, infatti, potenziare le iniziative mirate a educare all’uso consapevole e responsabile dello smartphone e di altri strumenti digitali. Sarà importante anche prestare particolare attenzione alle questioni relative all’espansione dell’intelligenza artificiale, inclusi i suoi utilizzi nelle pratiche didattiche e nei percorsi di apprendimento, per promuoverne un impiego efficace.
Per questi scopi, è importante considerare ciò che è stabilito nelle Direttive per l’insegnamento dell’educazione civica, introdotte con il decreto ministeriale del 7 settembre 2024, numero 183.