13/11/2021 – Valorizzazione docenti – scheda 237 –

Criteri “meritocratici” per valorizzare i docenti – Dal DDL Bilancio Scheda n. 237

Vi ricordate dell’ex “bonus docenti”?

Avviato con la “buona scuola”come somma – definita bonus – assegnata ai docenti dal DS, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, ha concluso la sua esistenza con il CCNI del 31 agosto 2020, che stabiliva che le risorse sono destinate a retribuire attività e impegni di docenti e ATA, a tempo indeterminato e a tempo determinato, senza alcun vincolo.
Organo di gestione che stabilisce i criteri per la ripartizione e l’attribuzione dei compensi è la contrattazione
di istituto, senza vincoli, senza passaggi attraverso il Comitato di valutazione, sia perché non c’è più da valutare alcun “merito” sia perché non esiste un comitato/organo analogo per il personale ATA,

Una nuova norma introdotta con il DDL Bilancio – da approvare entro il 31.12.2021 – riguarda la valorizzazione della professionalità dei docenti:

  1. Si premia, in modo particolare,
    • la dedizione nell’insegnamento,
    • l’impegno nella promozione della comunità scolastica,
    • e la cura nell’aggiornamento professionale continuo.
  2. E’ istituita un’apposita sezione nell’ambito del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, con uno
    stanziamento di 240 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022.
  3. Per l’utilizzo delle risorse la contrattazione, anche mediante eventuali integrazioni al contratto
    collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di riferimento, è svolta nel rispetto dei seguenti criteri ed indirizzi:
    a. valorizzazione dell’impegno in attività di formazione, ricerca e sperimentazione didattica e della dedizione
    nell’insegnamento e nella promozione della comunità scolastica”;
    b. valorizzazione del contributo alla diffusione nelle istituzioni scolastiche di modelli per una didattica
    per lo sviluppo delle competenze;
    c. valorizzazione del costante e qualificato aggiornamento professionale ”.

C’è di che allarmarsi.
• L’intenzione del Governo è quella di riproporre il “bonus” e di differenziare i compensi dei docenti basandoli su criteri “meritocratici”, canoni già introdotti – con la “buona scuola” – e poi cancellati con le contrattazioni nazionali (vedi sopra).

• Stabilire anche che siano introdotte nel CCNL eventuali integrazioni “nel rispetto dei seguenti criteri e indirizzi ” (aspetto ripreso dalla legge di Bilancio 2017) per l’utilizzo delle risorse è offensivo e umiliante.
La contrattazione è autonoma.

• Le risorse dell’ex bonus continueranno ad essere disponibili o andranno a finanziare questa apposita sezione per la valorizzazione? Peraltro questa voce era già prevista nel CCNL/2018 ma non era stata finanziata.

• Queste risorse, oltre che di difficile gestione dal punto di vista tecnico, potrebbero essere una modalità di
“valorizzazione della professionalità dei docenti”?
L’esperienza appena conclusa dell’ex bonus docenti ci dice di no.

• Al Governo interessa aumentare il livello di insoddisfazione del personale e di scontro con i sindacati in un
momento così difficile per il nostro Paese?