14/04/ 2020 – DAD – La durata della lezione a distanza , il ruolo degli OOCC, il ruolo della RSU. – Scheda n. 197 –

DAD al tempo del Coronavirus

Punti di riflessione e di  discussione -3-

 

Quanto può durare la lezione a distanza?

Si può replicare l’orario settimanale delle lezioni?

Non ci sono  studi sui carichi cognitivi della DAD a scuola, in relazione all’età però ci sono degli studi per l’Università che ha misurato, dovendo pervenire ad una valutazione dei crediti, che grosso modo vale la regola che nella DAD il carico cognitivo è il doppio in termini di tempo, Quindi un’ora di DAD è paragonabile a due ore di apprendimento in presenza …  dovete dirlo ai vostri insegnanti … (Dal video messaggio ai dirigenti scolastici del direttore generale dell’USR Veneto del 20 marzo 2020).

Vero, non ci sono studi che ci diano indicazioni certe sull’orario perfetto della lezione nella didattica a distanza ma l’indicazione è importanteInfatti è noto anche:

  • che l’OMS ha indicato il tempo massimo di fruizione degli schermi da parte dei bambini sotto i cinque anni  non superiore a sessanta minuti al giorno, dagli otto agli undici anni invece si può salire fino a due ore, e così via … ;
  • che gli oculisti raccomandano frequenti pause per riposare  gli occhi (la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti smettere di guardare lo schermo per almeno 20 secondi per guardare qualcosa posto ad almeno 20 metri di distanza);
  • che anche per il docente/dipendente vanno regolamentati – a livello di contrattazione di istituto – limiti e pause nello svolgimento della didattica a distanza.
  • che  occorre evitare un peso eccessivo dell’impegno on line, magari alternando la partecipazione in tempo reale in aule virtuali con la fruizione autonoma in differita di contenuti per l’approfondimento e lo svolgimento di attività di studio (Nota dipartimentale n. 388 del 17.3.2020).

E’ sicuro, comunque, che l’orario settimanale non si può replicare e che l’ esposizione a uno schermo (il cosiddetto screen time) se eccessiva, non fa bene a nessuno, soprattutto se si considera che quelle non sono le uniche ore in cui studenti e docenti sono davanti ad uno schermo, particolarmente in questa fase di emergenza senza attività all’aria aperta e senza rapporti sociali.

L’attivazione della DAD. L’aggiornamento del PTOF. Il ruolo degli OOCC.





Con il DL n. 22 dell’8.4.2020 il Ministro dell’Istruzione “attiva”la DAD: In corrispondenza della sospensione delle  attività  didattiche in presenza a seguito  dell’emergenza  epidemiologica,  il  personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza,  utilizzando  strumenti   informatici   o   tecnologici   a disposizione (art. 2 co. 3).

E’ certamente un’abnormità perché ogni Scuola gode di autonomia didattica ed organizzativa (artt. 4-5 DPR 275/1999) e il suo documento fondamentale è il PTOF che già contiene questo aspetto “digitale” nella sua progettualità educativa. E il PTOF lo predispone ogni istituzione scolastica con la partecipazione di tutte  le sue componenti ed è rivedibile annualmente ( o in una condizione di emergenza). E’ approvato dal consiglio d’istituto ed è elaborato (o modificato) dal collegio dei docenti sulla base  degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione  e di amministrazione definiti dal DS;   esplicita   la   progettazione   curricolare,   extracurricolare, educativa e organizzativa delle singole scuole.

Dunque, tre passaggi:

–  Il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e  con  le  diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti  nel territorio;  tiene  conto  delle  proposte  e  dei   pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti; fornisce gli indirizzi per le attività della scuola.

–  Il collegio docenti elabora il PTOF ( o lo modifica).

–  Il consiglio di istituto lo approva.

Pensiamo anche noi che la didattica a distanza sia l’unica possibile in questo momento di emergenza. Però ognuno svolga con efficacia il suo ruolo e lasciamo alle scuole e ai docenti la propria autonomia. E i docenti la rivendichino!

Il ruolo della RSU e delle OOSS

Le decisioni in materia didattica vanno assunte nel pieno rispetto dei provvedimenti legislativi e  del CCNL Scuola vigente. Detto delle competenze degli OOCC per il PTOF, vediamo il ruolo della RSU e delle OOSS.

L’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente e la promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo e l’individuazione delle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burn-out sono materia di confronto .

L’attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro; i criteri e le modalità di applicazione dei diritti sindacali; i criteri generali per il diritto alla disconnessione;  i riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche sono materia di contrattazione.

Sappiamo che al DS spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane ma nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici.

Sappiamo che il dirigente scolastico, organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare- per l’amministrazione – delle relazioni sindacali con la RSU e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Tutti collaborano per la costruzione di un sistema  di  relazioni stabili  improntate alla partecipazione attiva e consapevole, alla correttezza e trasparenza dei comportamenti, al dialogo costruttivo.

Infine, lo ricordiamo a tutto il tavolo sindacale, fondamentale è la reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi per la prevenzione  – e sottolineiamo prevenzione – e risoluzione dei conflitti.

Mestre, 14 aprile 2020  

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